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Ancora e catena: perché vanno controllate prima della stagione

Massimo Narduzzidi Massimo Narduzzi· 19/10/2026 16:27
Ancora e catena: perché vanno controllate prima della stagione

Ancora e catena vanno controllate prima della stagione perché mesi di inutilizzo possono nascondere corrosione, usura o collegamenti deteriorati. Non basta vedere che l’ancora è al suo posto: occorre esaminare anche la catena, i punti di giunzione e il percorso fino al verricello. Individuare un difetto quando la barca è ferma permette di intervenire senza scoprire il problema durante un ancoraggio.

Che cosa può deteriorarsi durante la sosta

L’ancora lavora a contatto con fondali, pietre e altri ostacoli. Prima della stagione osserva se marre, punta e fusto presentano deformazioni, crepe visibili o consumo marcato. Controlla anche che eventuali parti mobili si muovano come previsto e non siano bloccate da depositi o corrosione. Sporco e ossidazione superficiale possono rendere difficile la valutazione: se non riesci a distinguere lo stato del metallo, non considerare il controllo concluso.

La catena merita un esame lungo tutta la sua estensione, non soltanto nei primi metri che escono dal gavone. Le maglie possono consumarsi nei punti di contatto, corrodersi dove ristagna l’umidità o danneggiarsi per sfregamento. Cerca maglie deformate, assottigliate o con corrosione profonda, prestando attenzione anche ai tratti che restano abitualmente ammucchiati sul fondo. La presenza di ruggine, da sola, non dice quanto sia resistente una maglia: conta lo stato effettivo del materiale.

Nel gavone dell’ancora verifica che la catena possa scorrere senza impigliarsi e che non sia sepolta sotto oggetti riposti durante l’inverno. Acqua stagnante, fango e residui favoriscono il deterioramento e possono nascondere i difetti. Tieni mani e piedi lontani dalla catena mentre si muove: il suo peso e il movimento del verricello possono causare schiacciamenti.

Collegamenti e verricello: dove guardare

Segui la linea dall’ancora verso la barca. Grilli, perni e altri elementi di collegamento devono essere integri e adatti ai componenti che uniscono. Osserva in particolare deformazioni, giochi anomali e segni di consumo nei punti in cui il metallo sfrega. Verifica inoltre che il collegamento terminale della catena all’imbarcazione sia presente e in condizioni riconoscibili: è un punto facile da trascurare quando si guarda soltanto l’attrezzatura sul musone.

Controlla che catena, barbotin del verricello e guida lavorino insieme senza salti, inceppamenti o sfregamenti anomali. Una catena apparentemente integra può avanzare male se non è compatibile con il barbotin oppure se quest’ultimo è usurato. Una prova di movimento va fatta soltanto in condizioni controllate, seguendo le istruzioni dell’attrezzatura e senza sostare nella traiettoria della catena. Rumori insoliti o avanzamento irregolare sono motivi per fermarsi e far verificare il sistema, non per forzarlo.

Come decidere se l’attrezzatura è pronta

Il controllo visivo serve a trovare segnali di allarme, non a certificare la tenuta del sistema. Se trovi maglie sensibilmente consumate, corrosione profonda, deformazioni, crepe o collegamenti di cui non conosci caratteristiche e compatibilità, evita di affidarti a quell’attrezzatura prima di una valutazione qualificata. Lo stesso vale se l’ancora ha subito un forte incaglio o se il verricello manifesta problemi: il danno potrebbe non essere evidente a un primo sguardo.

Prima di uscire, confronta i componenti installati con le indicazioni del costruttore dell’ancora, della catena e del verricello, quando disponibili. Non improvvisare saldature, modifiche alle maglie o sostituzioni con raccordi scelti solo perché sembrano della misura giusta: materiale, dimensioni e compatibilità contano. Per dubbi strutturali o meccanici rivolgiti a un tecnico qualificato. Un controllo fatto per tempo lascia spazio alla riparazione o alla sostituzione necessaria e riduce la possibilità di dover prendere decisioni affrettate in rada.

Massimo Narduzzi
Massimo Narduzzi

Massimo ha trascorso metà della propria vita tra barche a vela e motoscafi, lavorando come montatore di attrezzature nautiche e successivamente come consulente per chi vuole allestire la propria imbarcazione. Sempre attento ai dettagli tecnici, condivide consigli pratici su manutenzione, materiali e sicurezza di bordo rivolgendosi sia ai neofiti che agli appassionati.