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Cime rimaste bagnate in gavone: come asciugarle correttamente

Giorgio Piacentidi Giorgio Piacenti· 01/11/2026 19:54
Cime rimaste bagnate in gavone: come asciugarle correttamente

Se le cime sono rimaste bagnate in gavone, tirale fuori, svolgile e lasciale asciugare completamente in un punto ventilato, al riparo dal calore diretto. Non basta aprire il coperchio: le spire a contatto trattengono umidità e possono lasciare bagnata la parte interna anche quando l’esterno sembra asciutto. Prima di riporle, controlla anche che il gavone sia asciutto e che le cime non presentino usura o irrigidimenti anomali.

Prima dell’asciugatura: separare le cime e valutare se lavarle

Estrai tutte le cime umide e separale da quelle asciutte. Sciogli le matasse strette, distendi le spire senza strattoni e verifica se ci sono sabbia, fango, sale o residui che possono restare tra i trefoli o nella calza. Se la cima è stata bagnata soltanto da acqua dolce pulita, in genere è sufficiente asciugarla; se è sporca o impregnata di acqua salata, un risciacquo con acqua dolce aiuta a rimuovere i depositi prima che si secchino nelle fibre.

Per il lavaggio ordinario usa acqua e una manipolazione delicata, evitando prodotti aggressivi o trattamenti non previsti dal produttore. Non strofinare con spazzole dure per cercare di pulire l’interno della cima: potresti danneggiare la superficie senza ottenere un risultato migliore. Dopo il risciacquo, lascia sgocciolare l’acqua senza torcere energicamente la cima, soprattutto se ha una calza o una costruzione che tende a deformarsi.

Come far asciugare anche le spire interne

Disponi la cima in spire ampie e separate, oppure appoggiala su un supporto pulito che lasci circolare l’aria. Scegli un luogo ventilato e protetto dalla pioggia; evita di lasciarla per periodi prolungati sotto il sole intenso. Se non puoi distenderla tutta, allenta la matassa e cambiane periodicamente la disposizione, così le parti prima coperte ricevono aria. Evita il contatto con superfici sporche, spigoli taglienti e fonti di calore.

Termosifoni, getti di aria molto calda e asciugatrici non sono scorciatoie affidabili: il calore può alterare le fibre o i trattamenti della cima. Anche riporla in un sacco chiuso per «finire di asciugare» ostacola l’evaporazione. Il tempo necessario dipende da diametro, materiale, costruzione della cima, quantità d’acqua assorbita e ventilazione: invece di seguire un numero fisso di ore, verifica che non restino zone umide al tatto nelle spire e nei punti più compatti.

Controlli prima di riutilizzarle e riporle

Quando la cima è asciutta, falla scorrere tra le mani e osservane tutta la lunghezza, comprese le impiombature e le zone che lavorano su bitte, passacavi o bozzelli. Cerca tagli, abrasioni marcate, filamenti rotti, calza spostata, schiacciamenti o tratti insolitamente rigidi. Una macchia o un odore di chiuso segnalano che è utile pulire meglio la cima e il gavone, ma l’assenza di odore non dimostra che una cima usurata sia ancora adatta al suo impiego.

Se noti danni o cambiamenti di consistenza su una cima destinata a un uso importante per la sicurezza, non limitarti ad asciugarla e rimetterla in servizio: falla valutare da un professionista qualificato o sostituiscila secondo le indicazioni del produttore. L’asciugatura rimuove l’umidità, non ripristina la resistenza di fibre danneggiate.

Preparare il gavone per evitare che il problema ritorni

Prima di riporre le cime, elimina l’acqua stagnante dal gavone e pulisci eventuali residui di sale, sabbia o sporco. Lascia asciugare anche il fondo e controlla se l’umidità deriva da cime riposte bagnate oppure da infiltrazioni o ristagni ricorrenti. In quest’ultimo caso, far asciugare le cime risolve solo temporaneamente il problema: la causa va individuata e, se richiede interventi sull’imbarcazione, affidata a un tecnico qualificato.

Riponi infine le cime in spire ordinate ma non serrate, senza schiacciarle sotto attrezzature pesanti. Tieni separate quelle ancora umide: anche una sola cima bagnata può trasferire umidità alle altre. Dopo un’uscita con pioggia o spruzzi, un controllo del gavone permette di intervenire prima che l’umidità resti intrappolata per giorni.

Giorgio Piacenti
Giorgio Piacenti

Giorgio ha restaurato diverse storiche barche in legno, maturando esperienza nel trattamento dei materiali e nella scelta degli accessori affidabili. È il punto di riferimento per suggerimenti sulla cura dell’imbarcazione e la prevenzione dei problemi più comuni, condividendo trucchi appresi in anni di lavoro nei cantieri nautici.