Come evitare che le cime da ormeggio restino sotto i piedi

Per evitare che le cime da ormeggio restino sotto i piedi, raccogli la lunghezza non utilizzata e sistemala in un punto dedicato, fuori dai passaggi ma vicino a dove servirà. La condizione essenziale è distinguere una cima libera, che si può riordinare, da una cima in tensione o coinvolta nella manovra: quest’ultima non va spostata o avvolta attorno a mani e piedi per fare ordine.
Raccogli la cima libera senza creare grovigli
Quando la cima non è in uso, disponila in spire regolari o in un fascio ordinato, senza stringerla al punto da renderla difficile da svolgere. Prima di riporla, segui con lo sguardo il suo percorso: un’estremità può essere libera mentre l’altra è ancora fissata o impegnata. Questo controllo evita di tirare per errore un tratto che deve restare nella sua posizione.
Durante la preparazione dell’ormeggio, lascia accessibile soltanto la lunghezza necessaria alla persona che la userà. Il resto può rimanere raccolto in modo che si svolga senza nodi, invece di essere sparso sul pagliolato o lungo il passavanti. Anche una cima ben avvolta diventa un ostacolo se la matassa viene lasciata nel punto in cui si appoggiano i piedi.
Non far passare la cima sotto altre attrezzature per nasconderla e non bloccarla con oggetti pesanti: potrebbe impigliarsi proprio quando serve. Se presenta nodi involontari o torsioni, sistemali mentre è libera e la situazione è tranquilla, non durante una manovra che richiede attenzione all’ambiente circostante.
Scegli un posto che lasci libero il percorso
Un vano, una sacca per le cime o un punto di raccolta previsto a bordo aiutano a mantenere sgombre le zone di transito. La scelta dipende dalla disposizione della barca: verifica dove si cammina per raggiungere bitte, parabordi e accessi, e tieni le cime fuori da quel percorso. Il posto giusto deve anche permettere di recuperarle senza sporgersi inutilmente o dover spostare altri oggetti.
Se la cima deve restare pronta all’uso, sistemala vicino alla sua posizione di impiego, ma non sopra un portello, uno scalino o un’apertura da attraversare. Controlla inoltre che non ostacoli l’apertura dei gavoni e che non possa scivolare da sola nel passaggio. Una sacca fissata in modo stabile può essere più pratica di una matassa appoggiata su una superficie inclinata; qualunque soluzione, però, deve essere adatta alla barca e non interferire con attrezzature o movimenti a bordo.
Controlla i passaggi prima e dopo l’ormeggio
Prima della manovra, individua dove staranno le persone e quali cime dovranno essere disponibili. Un controllo rapido del percorso dei piedi permette di notare spire abbandonate, cime incrociate e tratti che attraversano la zona di lavoro. Concordare chi usa ciascuna cima riduce anche il rischio che qualcuno la riordini mentre un’altra persona sta per prenderla.
Dopo l’ormeggio, verifica quali tratti sono effettivamente in uso e raccogli soltanto la parte libera, senza alterare la disposizione dei tratti che lavorano. Osserva in particolare i punti di accesso alla barca: una cima che non intralcia durante la manovra può finire sotto i piedi quando si sale o si scende. Se per liberare il passaggio sarebbe necessario intervenire su una cima in tensione o modificare l’assetto dell’ormeggio, non improvvisare: fai valutare la situazione a una persona esperta.
Infine, controlla periodicamente anche lo stato delle cime riposte. Una cima sporca, irrigidita o annodata si gestisce con più difficoltà e tende a essere lasciata dove capita. Riporla in modo ordinato dopo ogni utilizzo è più efficace che cercare di liberare il passaggio solo quando qualcuno deve attraversarlo.

