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Gomma e guarnizioni in ambiente marino: perché sole e sale le deteriorano

Giorgio Piacentidi Giorgio Piacenti· 20/10/2026 21:24
Gomma e guarnizioni in ambiente marino: perché sole e sale le deteriorano

In ambiente marino, la gomma e le guarnizioni si deteriorano soprattutto per l’azione combinata di raggi UV, calore, ossigeno, deformazioni e contatto con acqua e sale. Il sale non «scioglie» necessariamente la gomma: può però trattenere umidità, lasciare depositi e ostacolare la corretta chiusura di una tenuta. La rapidità del degrado dipende dal materiale, dalla posizione a bordo e dalla funzione del componente.

Perché il sole danneggia la gomma

Le guarnizioni esposte sul ponte, nei portelli o lungo i profili sono sottoposte a luce solare e sbalzi di temperatura. I raggi UV e l’ossigeno favoriscono l’invecchiamento dei materiali elastomerici: la superficie può perdere elasticità, scolorire o sviluppare piccole screpolature. Il calore può accelerare questi processi e rendere più evidente una deformazione già presente.

Non tutte le gomme reagiscono allo stesso modo. Una guarnizione destinata all’uso esterno può resistere meglio all’esposizione di un materiale non adatto a quel contesto; contano anche la formulazione e la qualità del componente. Per questo il colore o la dicitura generica «gomma» non bastano a stabilire se un ricambio sia adatto alla posizione in cui verrà montato.

Che cosa fa il sale, e perché l’acqua di mare conta

Quando gli spruzzi si asciugano, i cristalli di sale possono accumularsi nelle scanalature e sulle superfici di contatto. Su una guarnizione di portello, un deposito può impedire un appoggio uniforme o agire come abrasivo durante aperture e chiusure. L’acqua salata che ristagna mantiene inoltre bagnate zone difficili da pulire e può contribuire alla corrosione delle parti metalliche vicine, compromettendo l’accoppiamento anche se la gomma appare ancora integra.

È utile distinguere il sale dagli altri agenti presenti a bordo. Oli, carburanti, detergenti aggressivi e solventi possono alterare alcuni elastomeri in modo più diretto; ozono, attrito e compressione prolungata aggiungono altre sollecitazioni. Una guarnizione può quindi perdere efficacia senza essere visibilmente «consumata dal sale»: può essersi indurita, gonfiata, schiacciata in modo permanente oppure non aderire più per un problema della sede.

Come riconoscere un deterioramento che conta

Durante la normale pulizia, osserva la guarnizione lungo tutto il perimetro, anche negli angoli e nei punti meno accessibili. Crepe, tagli, porzioni distaccate, indurimento, rigonfiamenti e perdita della forma originaria meritano attenzione. Passando un panno pulito si possono notare anche residui o appiccicosità anomali, ma l’aspetto da solo non dice sempre se la tenuta funziona.

Conta soprattutto il comportamento del componente: un portello che chiude in modo irregolare, tracce d’acqua ricorrenti o una guarnizione che non torna in posizione dopo la compressione sono segnali da verificare. Prima di attribuire un’infiltrazione alla gomma, controlla anche sporco nella battuta, corretto posizionamento, fissaggi e condizioni del telaio. Se la tenuta riguarda passaggi a scafo, impianti o altre parti la cui perdita può creare rischi, fai valutare il problema a un tecnico qualificato invece di affidarti a una riparazione provvisoria.

Pulizia e protezione senza peggiorare l’usura

Per rimuovere salsedine e depositi, usa acqua dolce e un panno o una spazzola morbida, raggiungendo con delicatezza anche la sede della guarnizione. Dopo la pulizia, verifica che non restino granelli nelle superfici di contatto e lascia asciugare le zone che tendono a trattenere acqua. Evita utensili appuntiti, sfregamenti energici e prodotti non compatibili con il materiale: una superficie più lucida non equivale a una tenuta migliore.

Prima di applicare lubrificanti o protettivi, identifica per quanto possibile il tipo di guarnizione e segui le indicazioni del produttore del componente. Un prodotto inadatto può favorire rigonfiamenti, attirare sporco o interferire con l’adesione di una guarnizione incollata. Anche comprimere eccessivamente una tenuta per fermare un’infiltrazione può deformarla: se pulizia e corretto assestamento non risolvono, occorre individuare la causa e scegliere un ricambio compatibile per profilo, dimensioni e impiego.

Giorgio Piacenti
Giorgio Piacenti

Giorgio ha restaurato diverse storiche barche in legno, maturando esperienza nel trattamento dei materiali e nella scelta degli accessori affidabili. È il punto di riferimento per suggerimenti sulla cura dell’imbarcazione e la prevenzione dei problemi più comuni, condividendo trucchi appresi in anni di lavoro nei cantieri nautici.