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Gommone con tubolari rastremati: come cambia la zona di prua

Massimo Narduzzidi Massimo Narduzzi· 05/11/2026 10:07
Gommone con tubolari rastremati: come cambia la zona di prua

In un gommone con tubolari rastremati verso prua, il diametro dei tubolari diminuisce nella parte anteriore: la prua può apparire più affusolata e il bordo laterale meno voluminoso. Questo, però, non significa automaticamente avere più spazio calpestabile. Per capire come cambia davvero la zona di prua bisogna guardare la forma del piano di coperta, la posizione dei gavoni e gli appoggi disponibili, non soltanto il profilo esterno.

Che cosa cambia nel profilo e nello spazio di prua

Un tubolare rastremato occupa meno volume man mano che si avvicina alla prua. Il risultato visivo è una linea più sottile rispetto a quella di un gommone con tubolari dal diametro più uniforme. Anche la superficie arrotondata su cui sedersi o appoggiarsi può ridursi nella parte anteriore: un tratto ampio a metà barca non offre necessariamente lo stesso appoggio vicino alla punta.

Lo spazio utilizzabile all’interno segue invece il disegno complessivo dello scafo. Una coperta che si restringe presto può lasciare poco passaggio nonostante i tubolari più piccoli; una coperta ben sfruttata può offrire una zona di prua comoda anche su un gommone compatto. Conviene distinguere tre misure che spesso vengono confuse: larghezza esterna, larghezza del piano su cui si cammina e spazio effettivamente libero dopo aver considerato gavoni, sedute e accessori.

La rastrematura può modificare anche la percezione del bordo. Dove il tubolare è più sottile, la distanza e la forma dell’appoggio rispetto al piano di coperta possono essere diverse da quelle della zona centrale. Non è una misura della sicurezza del gommone presa da sola: contano anche il progetto dello scafo, l’allestimento e le condizioni d’impiego. Osservare la prua dal vivo è più utile che dedurre queste caratteristiche da una fotografia laterale.

Gavoni, sedute e accessi: le verifiche a bordo

Prima di scegliere, sali a bordo con il gommone fermo e verifica come si raggiunge la prua dal pozzetto. Il passaggio resta agevole dove sono montati cuscini, schienali o altri accessori? C’è un piano stabile sul quale appoggiare i piedi? La risposta dipende soprattutto dall’allestimento: due gommoni con tubolari rastremati possono avere percorsi e superfici di prua molto diversi.

Apri il gavone anteriore e controlla che il coperchio abbia spazio per muoversi, che sia possibile raggiungere ciò che si ripone all’interno e che i cuscini non debbano essere rimossi ogni volta. Se la prua è usata come prendisole, valuta la superficie realmente disponibile una volta montate le prolunghe previste, anziché basarti sull’ingombro esterno dei tubolari. Se è usata soprattutto per lo stivaggio, conta di più l’accessibilità del vano che l’ampiezza apparente della seduta.

Osserva inoltre dove sono collocati bitte, maniglie e altri elementi già presenti. Devono poter essere raggiunti senza dover usare il tubolare come unico punto d’appoggio. Se stai valutando di aggiungere attrezzature o modificare fissaggi nella zona di prua, chiedi a un tecnico qualificato di verificare struttura e compatibilità: la rastrematura non dice nulla, da sola, sulla capacità di un punto di sostenere un accessorio.

Come confrontare due gommoni senza fermarsi alla forma

Per un confronto utile, guarda i due modelli nella configurazione in cui li useresti: cuscini montati, gavoni accessibili e attrezzatura prevista a bordo. Parti dalla superficie calpestabile e dal passaggio verso prua, poi valuta appoggi, seduta e stivaggio. Una prua affusolata può piacere esteticamente, ma la comodità dipende da come sono distribuiti gli spazi.

Controlla anche la continuità dei tubolari e delle finiture nella parte rastremata: giunzioni, rivestimenti e protezioni devono presentarsi in buone condizioni, come nel resto del gommone. Su un esemplare usato, eventuali distacchi, deformazioni o riparazioni dall’esito incerto meritano una valutazione professionale, non una conclusione tratta dalla sola forma della prua. Il criterio decisivo resta pratico: verificare se quella zona permette di passare, sedersi e accedere ai vani nel modo richiesto dal proprio uso.

Massimo Narduzzi
Massimo Narduzzi

Massimo ha trascorso metà della propria vita tra barche a vela e motoscafi, lavorando come montatore di attrezzature nautiche e successivamente come consulente per chi vuole allestire la propria imbarcazione. Sempre attento ai dettagli tecnici, condivide consigli pratici su manutenzione, materiali e sicurezza di bordo rivolgendosi sia ai neofiti che agli appassionati.