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Parabordi per l’ormeggio di fianco: come scegliere numero, dimensioni e posizione

Giorgio Piacentidi Giorgio Piacenti· 27/10/2026 06:00
Parabordi per l’ormeggio di fianco: come scegliere numero, dimensioni e posizione

Per scegliere i parabordi in un ormeggio di fianco, parti dai punti in cui la barca può toccare banchina o altra imbarcazione, non dalla sola lunghezza dello scafo. Servono elementi sufficienti a proteggere quei punti anche quando la barca si muove sull’ormeggio; dimensioni e altezza vanno poi adattate alla forma della fiancata e alla superficie di contatto. La verifica decisiva si fa con la barca affiancata, osservando dove i parabordi lavorano davvero.

Quanti parabordi servono: individua prima le zone esposte

Osserva la fiancata nel tratto che resterà accostato. Segna idealmente i punti di possibile contatto a prua, al centro e verso poppa, considerando la forma dello scafo, eventuali sporgenze e la lunghezza della superficie a cui ti affianchi. Una banchina continua e una fiancata regolare richiedono una distribuzione diversa rispetto a un ormeggio vicino a pali, angoli o interruzioni della banchina.

Il numero non si ricava in modo affidabile da una formula unica. Una barca può ruotare leggermente sotto l’effetto di vento, corrente o passaggio di altre unità: un punto che inizialmente appare lontano dalla banchina può diventare esposto. Disponi quindi i parabordi lungo tutta la zona di possibile contatto, con particolare attenzione alle estremità di quel tratto, e tienine disponibile uno da spostare se emerge un punto critico durante la manovra. Aggiungerne molti, ma tutti concentrati a centro barca, non protegge prua e poppa.

Come scegliere dimensioni e tipo senza basarsi solo sulla lunghezza

Un parabordo deve mantenere uno spazio utile tra fiancata e superficie d’ormeggio quando viene compresso. Se è troppo piccolo rispetto al dislivello, alla forma dello scafo o al movimento previsto, la barca può arrivare a toccare comunque; se è eccessivamente ingombrante, può rendere difficile l’accosto o lavorare in una posizione instabile. Le indicazioni del produttore sono un punto di partenza, da confrontare con peso della barca, altezza del bordo libero e condizioni abituali d’ormeggio.

I modelli cilindrici si prestano alla distribuzione lungo una fiancata relativamente regolare; orientati in verticale sono facili da regolare in altezza, mentre un orientamento orizzontale può essere utile quando occorre coprire un tratto basso e allungato. I parabordi sferici offrono maggiore distacco in un punto specifico, ma non sostituiscono automaticamente la protezione dell’intera fiancata. In presenza di pali o superfici irregolari, valuta soprattutto se il parabordo resta tra i due elementi durante i movimenti della barca: il diametro, da solo, non basta.

Dove legarli e a quale altezza

Prima dell’accosto, distribuisci i parabordi sul lato che andrà all’ormeggio e legali a punti solidi e adatti a questo impiego. Regola le cime in modo che ogni parabordo intercetti la superficie contro cui può avvenire il contatto, anziché restare sospeso sopra la banchina o scivolare sotto il suo bordo. Se l’altezza della banchina cambia lungo l’ormeggio, non dare per scontato che tutti debbano pendere alla stessa quota.

Considera anche il profilo dello scafo. Dove la fiancata rientra o si allarga, un parabordo appeso nello stesso modo degli altri può spostarsi lateralmente e lasciare scoperto il punto più vicino alla banchina. Fai una prima regolazione prima di affiancarti, poi controlla dalla banchina, quando puoi farlo in sicurezza, la posizione effettiva di ciascun elemento. Evita di mettere mani o piedi tra barca e banchina per correggerlo mentre le superfici si avvicinano.

La verifica dopo l’accosto: cosa correggere

Una volta stabilizzato l’ormeggio, guarda quali parabordi sono compressi, quali non toccano nulla e se rimangono tratti di scafo esposti. Controlla anche cosa accade quando la barca si sposta entro il gioco consentito dall’ormeggio: i parabordi devono restare davanti ai possibili punti di urto, senza impigliarsi in bitte, scalette o sporgenze. Se uno viene spinto fuori posizione, spostalo o cambia altezza anziché contare sulla sua presenza nominale.

Ripeti il controllo se variano sensibilmente marea, livello dell’acqua o condizioni meteo, e quando cambia la barca a cui sei affiancato. Se la fiancata arriva comunque a contatto, non considerare il problema risolto aggiungendo soltanto un parabordo: verifica anche l’assetto dell’ormeggio. Per dubbi su punti di fissaggio, carichi o componenti strutturali, rivolgiti a un tecnico qualificato. I parabordi proteggono dalle pressioni e dagli sfregamenti ordinari dell’accosto, ma non compensano un ormeggio che lascia muovere la barca in modo incontrollato.

Giorgio Piacenti
Giorgio Piacenti

Giorgio ha restaurato diverse storiche barche in legno, maturando esperienza nel trattamento dei materiali e nella scelta degli accessori affidabili. È il punto di riferimento per suggerimenti sulla cura dell’imbarcazione e la prevenzione dei problemi più comuni, condividendo trucchi appresi in anni di lavoro nei cantieri nautici.