Nautica & AcquaNavigare consapevoli, sempre aggiornati

Prese a mare: perché vanno controllate durante la manutenzione periodica

Massimo Narduzzidi Massimo Narduzzi· 20/10/2026 07:06
Prese a mare: perché vanno controllate durante la manutenzione periodica

Prese a mare: perché vanno controllate durante la manutenzione periodica

Le prese a mare vanno controllate perché costituiscono punti di passaggio tra l’acqua esterna e gli impianti di bordo: un deterioramento del passascafo, della valvola o dei collegamenti può provocare infiltrazioni anche importanti. La manutenzione periodica serve a individuare per tempo corrosione, perdite e difficoltà di manovra, prima che una valvola debba essere usata in una situazione urgente. L’osservazione ordinaria è utile, ma non sostituisce l’ispezione di un tecnico quando emergono anomalie.

Perché un difetto può avere conseguenze serie

Una presa a mare non è soltanto il foro visibile all’esterno dello scafo. Il sistema comprende il passascafo, la valvola di intercettazione e, secondo l’impianto, raccordi e tubazioni. Può servire, per esempio, il raffreddamento del motore, gli scarichi o altri servizi di bordo. Se uno di questi componenti perde tenuta, l’acqua può entrare nell’imbarcazione; se la valvola non funziona, può diventare difficile isolare l’impianto interessato.

Il rischio non dipende solo dall’età del componente. Materiali non adatti tra loro, corrosione, depositi, vibrazioni e sollecitazioni sui tubi possono compromettere parti diverse dello stesso collegamento. Una presa a mare che appare in ordine dall’esterno può avere un problema all’interno, e viceversa. Per questo il controllo deve riguardare l’insieme accessibile, non limitarsi a cercare tracce d’acqua sotto la valvola.

Che cosa osservare nei controlli ordinari

Con l’imbarcazione in acqua, controlla visivamente l’area interna attorno a ogni presa accessibile: cerca gocce, aloni recenti, ossidazione marcata, depositi insoliti o umidità che ricompare dopo essere stata asciugata. Osserva anche raccordi, fascette e tratti di tubo vicini, senza tirare, serrare o smontare componenti per verificare se tengono. Se l’accesso è difficile o l’origine dell’umidità non è chiara, evita di attribuirla automaticamente alla condensa o a un’altra fonte.

La valvola deve poter essere individuata e raggiunta senza ostacoli. Nell’ambito delle verifiche previste per l’imbarcazione, è utile accertare che la sua manovra sia regolare e che sia chiaro a quale impianto appartiene. Non forzare però una leva bloccata, non usare prolunghe per aumentarne la forza e non intervenire su un collegamento che si muove insieme alla valvola: potresti danneggiare un componente già indebolito. In questi casi è più prudente far valutare il gruppo a un tecnico qualificato.

Quando la barca è a terra, la parte esterna dei passascafi può essere osservata durante le normali operazioni di manutenzione dello scafo. Danni visibili, deformazioni o corrosione richiedono una valutazione che consideri anche la parte interna e il tipo di installazione. La sola pulizia della superficie esterna non dimostra che valvola e collegamenti siano integri.

Quando fermarsi e chiedere una verifica tecnica

Una perdita attiva, una valvola che non si manovra normalmente, un raccordo apparentemente allentato o un tubo deteriorato non sono difetti da rimandare al controllo successivo. Occorre valutare la sicurezza dell’imbarcazione e coinvolgere tempestivamente personale qualificato, soprattutto se la barca è in acqua. Anche tracce ripetute di umidità o corrosione meritano attenzione: il problema può essere nascosto dietro un pannello o manifestarsi solo quando un impianto è in funzione.

Sostituire un passascafo o una valvola richiede di verificare materiali, compatibilità dei componenti, fissaggio e tenuta dell’installazione. Sono interventi che interessano direttamente lo scafo e il rischio di ingresso d’acqua: non sono una semplice operazione di serraggio fai-da-te. Per organizzare la manutenzione periodica, conviene sapere dove si trovano le prese a mare, mantenerle accessibili e annotare le anomalie osservate, così da comunicarle con precisione a chi effettuerà l’ispezione.

Massimo Narduzzi
Massimo Narduzzi

Massimo ha trascorso metà della propria vita tra barche a vela e motoscafi, lavorando come montatore di attrezzature nautiche e successivamente come consulente per chi vuole allestire la propria imbarcazione. Sempre attento ai dettagli tecnici, condivide consigli pratici su manutenzione, materiali e sicurezza di bordo rivolgendosi sia ai neofiti che agli appassionati.