Schiuma a cellule chiuse in barca: dove viene utilizzata e perché

La schiuma a cellule chiuse viene utilizzata in barca soprattutto nei volumi destinati al galleggiamento, negli isolamenti, in alcune imbottiture e in guarnizioni o supporti. È scelta perché le sue celle, in gran parte separate tra loro, ostacolano l’ingresso dell’acqua rispetto a una schiuma a cellule aperte. Questo però non significa che qualsiasi prodotto sia impermeabile, adatto a stare sempre immerso o utilizzabile per ogni funzione a bordo: contano il materiale, la sua densità, il rivestimento e il modo in cui viene installato.
Nei volumi di galleggiamento
In alcune imbarcazioni la schiuma a cellule chiuse occupa spazi sotto il piano di calpestio, nelle sedute o in altri vani previsti dal progetto. Il suo compito è fornire una riserva di spinta quando lo scafo imbarca acqua. Per questa applicazione è importante che il materiale conservi le proprie caratteristiche nell’ambiente in cui si trova e che la quantità e la posizione siano coerenti con il progetto dell’imbarcazione.
Non basta riempire un vano vuoto per migliorare il galleggiamento. Un’aggiunta improvvisata può ostacolare l’ispezione, trattenere acqua tra schiuma e struttura, coprire scarichi o rendere più difficile individuare infiltrazioni. Se occorre sostituire materiale presente nello scafo o modificare volumi predisposti dal costruttore, è opportuno coinvolgere un tecnico nautico qualificato: l’intervento può influire su peso, assetto e accessibilità delle parti strutturali.
Nell’isolamento e nel comfort a bordo
Pannelli e materassini a cellule chiuse possono essere impiegati per limitare la trasmissione del calore e attenuare la formazione di condensa su superfici fredde, per esempio dietro alcuni rivestimenti interni. Si trovano anche in applicazioni di isolamento acustico o antivibrazione, purché il prodotto sia adatto alla zona di posa. Il vantaggio pratico è che il materiale tende ad assorbire meno acqua di una schiuma a cellule aperte e, quando resta asciutto e integro, mantiene più facilmente la propria funzione.
La schiuma non risolve da sola un problema di umidità. Se dietro un rivestimento arrivano infiltrazioni oppure manca la ventilazione necessaria, l’acqua può comunque fermarsi sulle superfici adiacenti, nelle giunzioni o lungo i bordi tagliati. Prima di coprire una paratia o il sottocoperta bisogna quindi capire da dove proviene l’umidità e lasciare accessibili i punti che richiedono controlli periodici.
In imbottiture, protezioni e guarnizioni
Alcune schiume a cellule chiuse sono usate nelle imbottiture di sedute esterne, nei cuscini destinati a bagnarsi, nei parabordi morbidi e nei tappetini. Rispetto alle schiume molto assorbenti, possono asciugarsi più facilmente in superficie e risultare adatte a impieghi esposti agli spruzzi. La sensazione al tatto, però, dipende dalla formulazione: una schiuma scelta per la sua rigidità o resistenza alla compressione non è necessariamente confortevole come imbottitura.
Strisce e profili comprimibili dello stesso tipo di materiale possono servire da guarnizione, distanziatore o protezione contro gli sfregamenti. In questi casi la caratteristica decisiva non è soltanto la resistenza all’acqua: la schiuma deve comprimersi nella misura appropriata e mantenere il contatto nel tempo. Una guarnizione troppo rigida, troppo morbida o incollata su una superficie inadatta può lasciare passare acqua anche se il materiale delle sue celle ne assorbe poca.
Come valutare una schiuma prima di sceglierla
«A cellule chiuse» descrive una struttura, non una qualità unica. Esistono prodotti differenti per composizione, densità, elasticità e comportamento sotto compressione. Prima dell’acquisto conviene chiarire la funzione richiesta: riempimento previsto dal progetto, isolamento, imbottitura o tenuta sono impieghi diversi. La scheda tecnica del prodotto aiuta a verificare la compatibilità con acqua, raggi UV, eventuali carburanti o detergenti e con l’adesivo previsto per la posa.
È utile controllare anche come saranno protetti bordi e superfici. Un rivestimento danneggiato, tagli esposti o giunzioni mal eseguite possono ridurre i vantaggi del materiale, mentre una posa che impedisce il drenaggio può nascondere un problema anziché risolverlo. La schiuma non va considerata un sostituto di una riparazione strutturale né una soluzione universale contro le infiltrazioni: se lo scafo, il ponte o un componente portante presenta cedimenti o danni, la valutazione spetta a un professionista qualificato.

