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Tappetini antiscivolo per gavoni: come scegliere il materiale

Massimo Narduzzidi Massimo Narduzzi· 30/10/2026 10:07
Tappetini antiscivolo per gavoni: come scegliere il materiale

Per scegliere un tappetino antiscivolo per un gavone, parti da ciò che vi riponi e da quanto spesso il fondo si bagna. Un materiale compatto può proteggere le superfici e attutire gli urti, ma rischia di trattenere acqua sotto di sé; una struttura aperta favorisce il drenaggio, purché non ostacoli scarichi, pompe o accessi. Prima dell’acquisto verifica anche che il tappetino resti stabile senza doverlo incollare.

Materiale compatto o struttura drenante?

La gomma e gli elastomeri con superficie in rilievo offrono una buona presa agli oggetti appoggiati e aiutano a limitare rumori e sfregamenti. Sono una scelta sensata per un gavone relativamente asciutto, usato per attrezzature che possono muoversi durante la navigazione. Il loro limite è il contatto esteso con il fondo: se entra acqua, occorre sollevare regolarmente il tappetino per asciugare e pulire entrambe le superfici.

Le reti e i tappetini a maglia aperta, spesso realizzati in materiali plastici, lasciano più spazio al passaggio dell’acqua e dell’aria. Possono essere più pratici dove l’umidità è frequente, ma la trama va valutata in rapporto a ciò che si ripone: oggetti piccoli, piedini stretti e spigoli possono incastrarsi o restare poco stabili. Una struttura molto rigida, inoltre, può adattarsi male a fondi curvi o irregolari.

Il PVC e altri materiali plastici sono disponibili sia in fogli pieni sia in strutture traforate. Non basta quindi scegliere in base al nome del polimero: contano la forma del prodotto, la flessibilità e le indicazioni del fabbricante per l’uso previsto. In presenza di detergenti, carburanti o oli, controlla la compatibilità dichiarata per il prodotto specifico; non presumere che un materiale genericamente descritto come «nautico» resista a qualsiasi sostanza.

Come valutare il tappetino nel proprio gavone

Osserva il fondo a gavone vuoto. Individua i punti in cui si raccoglie l’acqua, le eventuali vie di scolo e gli elementi a cui devi poter accedere rapidamente. Il tappetino deve poter essere rimosso senza difficoltà e non deve coprire scarichi, prese, pompe, cablaggi o altri componenti. Se il gavone ospita impianti o presenta infiltrazioni persistenti, il tappetino non sostituisce la verifica del problema: per valutazioni sugli impianti o interventi strutturali serve un tecnico qualificato.

Considera poi il carico. Per oggetti pesanti o con spigoli, cerca un prodotto che non si strappi facilmente e che mantenga l’appoggio senza arrotolarsi ai bordi. Se invece riponi cime o accessori leggeri, può contare di più la facilità con cui estrai il tappetino per lavarlo. Una superficie molto morbida attenua gli urti, ma può deformarsi sotto carichi concentrati; una molto dura protegge meno dagli sfregamenti e può scivolare sul fondo liscio.

Prima di tagliare il materiale, prova una sagoma di carta o cartone. Lascia liberi gli accessi e verifica che il coperchio si chiuda senza schiacciare i bordi. Una prova con un pezzo non fissato aiuta a capire se aderisce al fondo reale, anche quando è umido. Se tende a spostarsi, non dare per scontato che il biadesivo sia la soluzione: un fissaggio permanente rende più difficile controllare l’acqua sotto il tappetino e potrebbe non essere adatto alla superficie del gavone.

Pulizia e segnali che indicano una scelta sbagliata

Un tappetino per gavone deve essere semplice da estrarre, lavare secondo le istruzioni del produttore e lasciare asciugare prima di riposizionarlo. Anche con una rete drenante, sporco e residui possono accumularsi sotto la trama. Controlla quindi periodicamente il fondo, soprattutto dopo che il gavone si è bagnato o dopo avervi riposto attrezzature sporche.

Odore persistente, acqua intrappolata, bordi sollevati, superficie diventata scivolosa o materiale che si sbriciola sono segnali da non ignorare. Possono indicare che il tappetino non è adatto a quel gavone, che richiede pulizia più frequente oppure che c’è un problema di umidità da risolvere. La scelta migliore non è il materiale più spesso in assoluto, ma quello che mantiene stabili gli oggetti senza nascondere ciò che accade sul fondo.

Massimo Narduzzi
Massimo Narduzzi

Massimo ha trascorso metà della propria vita tra barche a vela e motoscafi, lavorando come montatore di attrezzature nautiche e successivamente come consulente per chi vuole allestire la propria imbarcazione. Sempre attento ai dettagli tecnici, condivide consigli pratici su manutenzione, materiali e sicurezza di bordo rivolgendosi sia ai neofiti che agli appassionati.