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Viteria nautica e corrosione galvanica: abbinamenti da far verificare

Massimo Narduzzidi Massimo Narduzzi· 05/11/2026 13:43
Viteria nautica e corrosione galvanica: abbinamenti da far verificare

La viteria nautica può favorire la corrosione galvanica quando mette in contatto elettrico metalli diversi in presenza di acqua, soprattutto salata. Il metallo meno resistente in quella specifica coppia e in quelle condizioni può consumarsi più rapidamente: per questo non basta scegliere una vite dichiarata «inox». Prima di sostituire un fissaggio, occorre verificare anche il materiale del componente che lo riceve, l’esposizione all’acqua e l’eventuale isolamento previsto dal costruttore.

Quando una vite può innescare un problema galvanico

La corrosione galvanica richiede tre elementi: metalli con comportamento elettrochimico diverso, un collegamento elettrico tra loro e un elettrolita, come l’acqua di mare. Una vite che attraversa un supporto può creare il collegamento; l’acqua che raggiunge il giunto può completare il circuito. Una coppia di materiali, quindi, non si giudica soltanto dai nomi dei metalli: contano anche la superficie esposta di ciascuno, la continuità del contatto e la possibilità che il giunto resti bagnato.

Un particolare da non trascurare è il rapporto tra le superfici. Un piccolo elemento di un metallo meno resistente collegato a un’ampia superficie di un metallo più resistente può deteriorarsi rapidamente. Anche il caso opposto merita attenzione: una vite inox inserita in un componente di alluminio non rende automaticamente sicuro il fissaggio, perché l’alluminio attorno al foro può essere la parte che si consuma. Il controllo deve riguardare l’intero assemblaggio, non la sola testa della vite.

Gli abbinamenti da far verificare

Viteria inox su alluminio. È una combinazione frequente su profili, accessori e supporti. Se l’acqua raggiunge il contatto metallico, la zona di alluminio presso il foro può corrodersi. Prima di cambiare viti o rondelle, va verificato se il progetto prevede boccole, rondelle o altri elementi isolanti e se sono ancora integri. È importante anche capire se il fissaggio sopporta carichi: un foro già deteriorato non si risolve semplicemente montando una vite nuova.

Fissaggi su componenti in bronzo, ottone o altri metalli. Colore e aspetto non identificano con certezza una lega, né dicono come si comporterà accanto a una determinata vite. Su prese, raccordi e altri componenti esposti all’acqua, una sostituzione apparentemente equivalente può modificare l’accoppiamento originale. Se il componente è collegato a un passaggio d’acqua o svolge una funzione critica, la scelta del ricambio e lo stato del giunto vanno affidati a un tecnico qualificato.

Viti che attraversano più materiali. Una testa visibile su una piastra non rivela necessariamente che cosa tocchino il gambo, la rondella e il dado sul lato opposto. Nel valutare l’abbinamento bisogna considerare anche inserti, contropiastre e supporti nascosti. Gli isolanti possono interrompere un contatto indesiderato, ma funzionano solo se sono adatti al giunto e non vengono esclusi da un altro percorso metallico; non vanno aggiunti alla cieca dove il collegamento elettrico è previsto dal progetto.

Segnali utili e verifiche prima della sostituzione

Depositi biancastri attorno a un fissaggio su alluminio, materiale che si sfalda, macchie ricorrenti, vernice sollevata vicino al giunto o un foro che sembra essersi allargato sono motivi per approfondire. Non dimostrano da soli che la causa sia galvanica: sulla viteria inox, per esempio, possono comparire anche corrosione in fessura o macchie superficiali dovute a contaminazione. Pulire la parte visibile senza cercare la causa può far perdere un segnale utile.

Per una verifica iniziale, annota dove si trova il fissaggio, quali materiali sono riconoscibili sui due lati, se il punto viene bagnato spesso e se sono presenti rondelle o boccole isolanti. Confronta il montaggio con la documentazione del componente, se disponibile, senza presumere che la vite installata sia quella originale. Fotografie del giunto e dei segni di deterioramento aiutano a chiedere un parere mirato prima dello smontaggio.

Quando il fissaggio riguarda struttura, timoneria, attrezzatura soggetta a carichi, organi immersi o componenti attraversati dall’acqua, fai valutare da un tecnico qualificato sia il materiale del ricambio sia le condizioni del supporto. Se un elemento è bloccato, il foro appare compromesso o l’isolamento esistente è danneggiato, forzare lo smontaggio o aumentare la dimensione della vite può peggiorare il problema. La scelta corretta è ripristinare l’assemblaggio previsto e verificare la causa dell’ingresso d’acqua, non limitarsi a sostituire il metallo più visibilmente corroso.

Massimo Narduzzi
Massimo Narduzzi

Massimo ha trascorso metà della propria vita tra barche a vela e motoscafi, lavorando come montatore di attrezzature nautiche e successivamente come consulente per chi vuole allestire la propria imbarcazione. Sempre attento ai dettagli tecnici, condivide consigli pratici su manutenzione, materiali e sicurezza di bordo rivolgendosi sia ai neofiti che agli appassionati.