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Barca con murate alte: come cambiano protezione e accesso all’acqua

Chiara Mazzacanidi Chiara Mazzacani· 21/10/2026 09:18
Barca con murate alte: come cambiano protezione e accesso all’acqua

Una barca con murate alte può far sentire più protetti quando ci si muove sul ponte, soprattutto se la murata è continua e i passaggi sono ben progettati. Il vantaggio non è però automatico: conta anche l’altezza della battagliola, la larghezza dei camminamenti e la disposizione delle aperture. La stessa configurazione può rendere meno immediato raggiungere l’acqua o risalire a bordo. Per valutarla, occorre quindi guardare sia a come ci si muove dentro la barca sia a come si passa tra barca e acqua.

Che cosa cambia nella protezione a bordo

La murata è la parte laterale dello scafo che si alza sopra il ponte. Quando è alta, crea una barriera più evidente tra chi cammina a bordo e il bordo esterno. Può offrire riparo dagli spruzzi e una maggiore sensazione di contenimento, utile in particolare durante gli spostamenti verso prua o con bambini a bordo. Non sostituisce, però, l’attenzione nella conduzione né rende sicuro un passaggio stretto, bagnato o ingombro.

L’altezza da sola dice poco. Una murata piena e continua protegge in modo diverso da una fiancata interrotta da aperture; una battagliola robusta può integrare la protezione dove la murata è più bassa. Anche tientibene, superficie antiscivolo e possibilità di avanzare senza scavalcare attrezzature incidono sull’uso reale. Per questo è più utile percorrere fisicamente il ponte che giudicare la barca soltanto dal profilo esterno.

Va considerata anche la visibilità. Una murata alta può limitare la vista ravvicinata dell’acqua a chi è seduto o a una persona di bassa statura. Dalla postazione di guida, invece, il risultato dipende soprattutto da posizione del timone, seduta, vetrature e assetto della barca. Durante una visita conviene verificare cosa si vede nelle normali posizioni di guida, senza presumere che una fiancata più alta migliori o peggiori sempre la visuale.

Accesso all’acqua: bagno e risalita

Il limite più concreto delle murate alte emerge quando si vuole entrare in acqua o tornare a bordo. Scavalcare la fiancata non dovrebbe essere il percorso abituale: è scomodo e può diventare rischioso con ponte bagnato, movimento della barca o persone poco agili. È preferibile individuare un punto dedicato, come una plancetta di poppa o un’apertura laterale, e verificare che sia raggiungibile dal pozzetto senza passaggi complicati.

La scaletta merita una prova pratica, non soltanto uno sguardo. Bisogna capire se una persona in acqua riesce ad afferrarla e ad aprirla, se offre appoggi utilizzabili durante la risalita e se, una volta arrivata in alto, trova un tientibene e spazio sufficiente per rientrare. Una plancetta ampia aiuta, ma non compensa una scaletta difficile da usare o un varco ostruito. Chi prevede bagni frequenti dovrebbe considerare questa sequenza completa, dall’ingresso in acqua al rientro.

Per imbarcare persone da una banchina, una murata alta può richiedere un punto di accesso specifico o una passerella adatta alla situazione. L’altezza relativa cambia con carico, assetto e livello della banchina: una soluzione comoda in porto potrebbe esserlo meno altrove. È importante distinguere questo passaggio dall’accesso al mare, perché un’apertura pratica per salire dalla banchina non garantisce necessariamente una risalita agevole dall’acqua.

Come valutare il compromesso sulla barca che interessa

Durante la visita, conviene simulare i gesti che si faranno più spesso: andare a prua, muoversi con una mano impegnata, raggiungere le cime, passare dal pozzetto alla plancetta. Nei punti stretti, osservare dove si possono mettere piedi e mani e se la protezione laterale resta continua. Una murata alta è un vantaggio più convincente quando si accompagna a camminamenti liberi e appigli facili da raggiungere.

La scelta dipende dall’uso prevalente. Per chi trascorre molto tempo a bordo e si sposta spesso lungo le fiancate, il riparo offerto dalle murate può pesare molto. Per chi pratica soprattutto il bagno, conta altrettanto la qualità del percorso verso la plancetta e della risalita. Se la barca viene usata da bambini o persone con mobilità ridotta, è opportuno valutare i passaggi con loro e non affidarsi alla sola altezza della fiancata.

Infine, eventuali modifiche ad aperture, scalette, tientibene o altre parti fissate allo scafo non vanno improvvisate: possono coinvolgere struttura, tenuta e carichi previsti dal progetto. Se una configurazione non risponde alle proprie esigenze, è meglio confrontarsi con un tecnico qualificato prima di intervenire. In molti casi la decisione più semplice è scegliere una barca che abbia già un accesso all’acqua coerente con l’uso previsto.

Chiara Mazzacani
Chiara Mazzacani

Chiara ha imparato l’arte della manutenzione e della sicurezza in barca grazie al padre, esperto velista, seguendolo fin da bambina. Specializzata in accessori e soluzioni per la vita di bordo confortevole, ama tradurre la terminologia tecnica in consigli semplici e applicabili per chi si avvicina ora alla nautica da diporto.