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Cima di ormeggio sotto tensione: come evitare di sostare nella sua traiettoria

Giorgio Piacentidi Giorgio Piacenti· 25/10/2026 18:46
Cima di ormeggio sotto tensione: come evitare di sostare nella sua traiettoria

Quando una cima di ormeggio è sotto tensione, non bisogna sostare lungo il suo percorso né nell’area in cui potrebbe muoversi se si libera o si rompe. La precauzione vale anche se la cima sembra ferma: il carico può cambiare per effetto della manovra, del vento, della corrente o del movimento della barca. Prima di intervenire, l’equipaggio deve individuare un posto da cui seguire la manovra senza trovarsi vicino alla cima, alle sue spire o ai punti in cui cambia direzione.

Come riconoscere le zone da lasciare libere

La zona più evidente è quella attraversata dalla cima, dalla bitta o dal passacavo di bordo fino al punto di ormeggio a terra. Non va trattata come un semplice ostacolo da scavalcare: la cima può tendersi mentre una persona le passa sopra, oppure spostarsi lateralmente quando cambia l’angolo di tiro. È prudente lasciare libero anche lo spazio immediatamente intorno ai punti in cui la cima è fissata o rinviata.

Occorre poi guardare le anse e le spire sul ponte o in banchina. Mettere un piede dentro un’ansa, anche larga e apparentemente lasca, espone al rischio che si chiuda intorno alla gamba quando la cima va in tiro. Per lo stesso motivo, mani, piedi e indumenti devono restare lontani dallo spazio fra la cima e una bitta, un passacavo o un altro punto fisso.

Se una cima molto caricata cede o si sfila, può scattare con forza. La sua traiettoria non è sempre prevedibile a vista: dipende da dove avviene il cedimento, dai punti di contatto e dalla geometria dell’ormeggio. Non basta quindi spostarsi di pochi passi fuori dalla linea retta della cima, né affidarsi a una distanza considerata sicura in ogni situazione. La scelta più prudente è non occupare l’area in cui potrebbero arrivare la cima o le sue estremità e, se lo spazio è ristretto, attendere che il carico venga gestito prima di avvicinarsi.

Come muoversi durante la manovra

Prima che una cima venga messa in tiro, chi coordina la manovra dovrebbe rendere chiaro a tutti quale cima si sta usando e dove devono stare le persone non impegnate. Chi non ha un compito deve allontanarsi dal percorso della cima senza intralciare chi opera. Anche chi la maneggia deve poter lavorare senza avere altri membri dell’equipaggio alle spalle, tra la cima e il bordo o accanto alle spire.

Durante l’ormeggio conviene rivalutare la posizione ogni volta che cambia l’assetto: una cima inizialmente lenta può caricarsi quando la barca si allontana dalla banchina; un’altra può tendersi quando viene mollata quella che prima tratteneva lo scafo. Un posto libero all’inizio della manovra non è necessariamente libero pochi istanti dopo. Se non è chiaro quale cima stia sostenendo il carico, è meglio fermarsi, comunicarlo e attendere indicazioni prima di toccarla o attraversarne il percorso.

Non cercare di arrestare con il corpo una cima che scorre, né di recuperare al volo un’estremità che sfugge. Se una cima è incastrata, danneggiata o caricata in modo anomalo, evitare tentativi improvvisati per liberarla: prima occorre mettere le persone fuori dall’area esposta e valutare come gestire la manovra. Quando il problema riguarda attrezzature, fissaggi o possibili danni strutturali, serve la valutazione di un tecnico qualificato.

Gli errori di posizione più facili da sottovalutare

Il primo è concentrarsi solo sulle mani. Tenere le dita lontane dalla bitta è importante, ma non protegge chi resta con le gambe dentro un’ansa o con il busto nella possibile traiettoria della cima. Il secondo è seguire la manovra dal punto più vicino per vedere meglio: una buona visuale non rende sicura una posizione accanto a una cima in tiro.

Un altro errore è considerare conclusa la fase di rischio appena la barca tocca la banchina. Finché lo scafo può muoversi e le cime vengono regolate, i carichi possono cambiare. Prima di riordinare il ponte, raccogliere le spire o far passare qualcuno, occorre verificare con chi conduce la manovra quali cime sono ancora sotto tensione. In caso di dubbio, lasciare libera l’area e chiedere conferma è più sicuro che indovinare la direzione in cui la cima potrebbe muoversi.

Giorgio Piacenti
Giorgio Piacenti

Giorgio ha restaurato diverse storiche barche in legno, maturando esperienza nel trattamento dei materiali e nella scelta degli accessori affidabili. È il punto di riferimento per suggerimenti sulla cura dell’imbarcazione e la prevenzione dei problemi più comuni, condividendo trucchi appresi in anni di lavoro nei cantieri nautici.