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Cime bagnate dopo l’uscita: come lavarle e farle asciugare

Giorgio Piacentidi Giorgio Piacenti· 22/10/2026 07:06
Cime bagnate dopo l’uscita: come lavarle e farle asciugare

Dopo un’uscita, risciacqua le cime bagnate con acqua dolce se sono state esposte al sale o allo sporco, poi falle asciugare completamente in un luogo ventilato prima di riporle. Il lavaggio deve essere delicato: una cima può sembrare pulita all’esterno ma trattenere acqua e residui tra le fibre. Se presenta usura, rigidità anomala o danni, la pulizia non la rende di nuovo affidabile.

Prima del lavaggio: separa le cime e controllale

Raccogli le cime senza trascinarle su superfici abrasive e scuoti via sabbia e detriti. Se puoi, separa quelle semplicemente bagnate da quelle macchiate di fango, olio o carburante: trattarle tutte insieme rischia di trasferire lo sporco. Verifica anche se il produttore ha fornito indicazioni di cura per il tipo di fibra o per la cima specifica; in caso di dubbio, scegli il trattamento meno aggressivo.

Prima di bagnarle di nuovo, osserva tutta la lunghezza, comprese le zone vicine a nodi, impiombature e punti che lavorano su bitte, passacavi o bozzelli. Sfilacciamenti marcati, tagli, appiattimenti, alterazioni da calore e guaine che scorrono rispetto all’anima meritano attenzione. Per una cima impiegata in una funzione importante, non affidarti al solo aspetto dopo il lavaggio: se la sua integrità è dubbia, falla valutare da un professionista qualificato o sostituiscila.

Come lavare le cime senza rovinare le fibre

Per togliere il sale, distendi la cima e risciacquala con acqua dolce a bassa pressione, girandola mentre procedi. Se è molto sporca, puoi lasciarla in ammollo in acqua pulita e muoverla delicatamente per favorire l’uscita dei residui. Cambia l’acqua quando si sporca; alla fine risciacqua con cura. Evita getti ad alta pressione: possono spingere lo sporco più in profondità e sollecitare inutilmente la struttura della cima.

Se l’acqua non basta, usa poco detergente delicato, purché compatibile con le indicazioni del produttore, e prova prima su un tratto poco esposto. Lavora con le mani o con una spazzola morbida, senza strofinare con forza. Evita candeggina, solventi, sgrassatori aggressivi e ammorbidenti: una cima pulita al tatto non è necessariamente una cima che ha conservato le proprie caratteristiche. In presenza di contaminazione da olio o carburante, non presumere che un normale lavaggio ripristini l’idoneità all’uso, soprattutto se la cima lavora sotto carico.

Non strizzare la cima torcendola e non cercare di accelerare la pulizia con calore o lavaggi energici in lavatrice. Materiali, costruzioni e finiture non reagiscono tutti allo stesso modo: il metodo prudente, quando non conosci la cima, resta il lavaggio manuale delicato seguito da un risciacquo accurato. Prima di passare all’asciugatura, controlla che non siano rimasti detergente o granelli abrasivi nelle parti più compatte.

Come farle asciugare prima di riporle

Disponi le cime in spire ampie e non serrate, oppure stendile su un supporto pulito che permetta all’aria di circolare anche sotto. Scegli un luogo ombreggiato e ventilato; evita superfici roventi, fonti di calore diretto e un’esposizione al sole più lunga del necessario. Se una cima è spessa o molto impregnata, girala durante l’asciugatura: l’esterno può risultare asciutto mentre l’interno è ancora umido.

Prima di riporla, apri leggermente una spira e controlla al tatto le zone interne e quelle più compatte. Non chiuderla ancora umida in un gavone, in una sacca impermeabile o sotto altre attrezzature: la ventilazione ridotta favorisce cattivi odori e rende più difficile accorgersi di sporco e deterioramento. Quando è asciutta, addugliala senza stringere e conservala al riparo da sfregamenti, sostanze chimiche e ristagni d’acqua.

Se la cima deve essere riutilizzata prima che sia asciutta, non presentarla come pronta solo perché è stata risciacquata. Valutane lo stato e l’impiego previsto; per le cime che svolgono funzioni critiche, un danno sospetto o una contaminazione non risolta richiedono una valutazione qualificata. Lavaggio e asciugatura sono manutenzione ordinaria, non una riparazione delle fibre usurate.

Giorgio Piacenti
Giorgio Piacenti

Giorgio ha restaurato diverse storiche barche in legno, maturando esperienza nel trattamento dei materiali e nella scelta degli accessori affidabili. È il punto di riferimento per suggerimenti sulla cura dell’imbarcazione e la prevenzione dei problemi più comuni, condividendo trucchi appresi in anni di lavoro nei cantieri nautici.