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Cime nautiche in poliestere: perché sono così diffuse sulle barche

Giorgio Piacentidi Giorgio Piacenti· 20/10/2026 07:39
Cime nautiche in poliestere: perché sono così diffuse sulle barche

Le cime nautiche in poliestere sono diffuse perché offrono un equilibrio utile a bordo: resistono bene all’esposizione al sole, mantengono un comportamento abbastanza stabile quando si bagnano e si prestano a impieghi diversi. Non sono però la scelta migliore per ogni manovra. Contano anche la costruzione della cima, il carico previsto e la necessità di elasticità.

Perché il poliestere funziona in tanti impieghi di bordo

Una cima resta spesso all’aperto, tra raggi solari, pioggia e acqua salata. Il poliestere tollera queste condizioni meglio di materiali più sensibili ai raggi UV e assorbe poca acqua. Per chi usa la barca significa poter contare su una cima il cui comportamento non cambia drasticamente solo perché è bagnata. Questo non la rende immune all’usura: sole, sfregamenti e sporco possono comunque deteriorarla nel tempo.

Un altro motivo della sua diffusione è l’allungamento relativamente contenuto sotto carico rispetto a fibre più elastiche, come il nylon. Quando si regola una manovra, una cima che si allunga meno aiuta a mantenere la regolazione. Il poliestere rimane inoltre una scelta accessibile e versatile per molte applicazioni ordinarie, senza richiedere le prestazioni — e i costi — di fibre tecniche ad alto modulo.

La fibra, però, racconta solo una parte della storia. Una cima intrecciata, una a doppia treccia e una cima ritorta possono avere presa, flessibilità e tendenza ad attorcigliarsi differenti pur essendo tutte in poliestere. Anche diametro, finitura e qualità della costruzione incidono sull’uso. Per questo due cime etichettate con lo stesso materiale non sono necessariamente intercambiabili.

Dove si usa e quando un’altra fibra può essere più adatta

Il poliestere è comune nelle scotte e in molte manovre correnti del diporto, dove sono apprezzati resistenza all’ambiente marino e regolazioni prevedibili. Può essere impiegato anche per cime di servizio e, con una scelta appropriata di tipo e dimensioni, per alcune applicazioni di ormeggio. La destinazione d’uso dichiarata dal produttore resta più utile della sola dicitura «100% poliestere».

All’ormeggio va considerato un limite importante: l’allungamento moderato del poliestere non sempre assorbe gli strappi come farebbe una cima più elastica. In un posto esposto al moto ondoso, la scelta delle cime e degli eventuali sistemi di ammortizzazione deve tenere conto dei carichi dinamici e dell’attrezzatura di bordo. Non conviene scegliere una cima soltanto perché è robusta alla trazione: un ormeggio troppo rigido può trasmettere sollecitazioni elevate a bitte e punti di fissaggio.

Quando invece una manovra richiede un allungamento ancora minore, peso ridotto o caratteristiche specifiche, possono essere indicate fibre tecniche diverse. Al contrario, dove serve maggiore elasticità, il nylon può risultare più adatto. Non esiste quindi una graduatoria valida per tutta la barca: la qualità richiesta a una scotta non coincide necessariamente con quella richiesta a una cima d’ormeggio.

Come valutare una cima in poliestere prima di acquistarla

Si parte dall’impiego preciso: quale manovra deve svolgere, su quali bozzelli o strozzatori passerà e dove potrebbe sfregare. Occorre poi verificare le indicazioni del produttore su costruzione, compatibilità d’uso e caratteristiche di carico, senza dedurre la portata dal solo diametro. Una cima troppo grossa può lavorare male nell’attrezzatura; una troppo sottile può essere scomoda da maneggiare o inadatta alle sollecitazioni previste.

Vale la pena osservare anche come la cima si presenta nell’uso quotidiano. Una calza che offre una buona presa può essere utile su una manovra regolata a mano, mentre la scorrevolezza conta nei passaggi attraverso l’attrezzatura. Se è prevista un’impiombatura, bisogna verificare che costruzione e procedura siano compatibili: un nodo o una terminazione eseguiti in modo improprio possono ridurre l’affidabilità dell’insieme.

Controlli e limiti nell’uso quotidiano

La popolarità del poliestere non elimina la necessità di controllare le cime. Prima dell’uso e durante la normale manutenzione, cerca abrasioni localizzate, calza consumata, fibre tagliate, irrigidimenti anomali e danni nei punti che lavorano su passacavi, bozzelli o strozzatori. Proteggere una zona soggetta a sfregamento può aiutare, ma non deve nascondere un deterioramento già presente.

Se una cima presenta danni significativi o deve sostenere carichi critici, non basarti sul suo aspetto generale per dichiararla ancora sicura: sostituiscila o chiedi una valutazione a un professionista qualificato. È questa combinazione di scelta corretta, impiego coerente e controlli a rendere il poliestere una soluzione pratica, non il solo nome del materiale sull’etichetta.

Giorgio Piacenti
Giorgio Piacenti

Giorgio ha restaurato diverse storiche barche in legno, maturando esperienza nel trattamento dei materiali e nella scelta degli accessori affidabili. È il punto di riferimento per suggerimenti sulla cura dell’imbarcazione e la prevenzione dei problemi più comuni, condividendo trucchi appresi in anni di lavoro nei cantieri nautici.