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Giubbotti di salvataggio: come leggere marcature e indicazioni d’uso prima della scelta

Chiara Mazzacanidi Chiara Mazzacani· 14/10/2026 20:35
Giubbotti di salvataggio: come leggere marcature e indicazioni d’uso prima della scelta

Due giubbotti sullo scaffale hanno entrambi la marcatura CE. Uno riporta «50», l’altro «150». Se la scelta si ferma al marchio o alla cifra più alta, manca la domanda decisiva: chi lo indosserà, con quali vestiti e in quale situazione potrebbe finire in acqua? La marcatura CE riguarda la conformità del prodotto ai requisiti applicabili; il livello di prestazione e le istruzioni del fabbricante aiutano invece a capire per quale impiego è stato progettato. Vanno letti insieme, prima di confrontare prezzo e ingombro.

CE e norma ISO: due informazioni diverse

Su un dispositivo venduto come protezione individuale, cerca un’etichetta leggibile che permetta di identificare fabbricante, modello e marcatura CE. Le istruzioni devono accompagnare il prodotto e spiegare, fra l’altro, impiego, manutenzione, prestazioni e limiti d’uso. Per i dispositivi di protezione individuale di categoria III, alla marcatura CE segue il numero identificativo dell’organismo notificato coinvolto nella procedura prevista dal regolamento europeo. Quel numero non è un indice di galleggiamento e non sostituisce la lettura della norma e del manuale.

La sigla ISO 12402 identifica una famiglia di norme per i dispositivi individuali di galleggiamento. La parte indicata sull’etichetta è più istruttiva della sola scritta «a norma ISO»: ISO 12402-5 riguarda gli aiuti al galleggiamento di livello 50; ISO 12402-4, -3 e -2 riguardano rispettivamente i giubbotti di livello 100, 150 e 275. Controlla che il riferimento appartenga proprio al modello che hai in mano, non soltanto alla descrizione generica della confezione. Se etichetta e istruzioni non sono disponibili o non consentono di identificare il dispositivo, non c’è una base sufficiente per valutarne l’impiego.

50, 100, 150 e 275 non sono taglie

Le cifre identificano livelli di prestazione legati alla spinta di galleggiamento e alla funzione del dispositivo; non indicano il peso massimo dell’utilizzatore. Quest’ultimo si verifica separatamente, nella gamma di corporature o di peso dichiarata dal fabbricante. Soprattutto, un aiuto al galleggiamento di livello 50 e un giubbotto di salvataggio non svolgono la stessa funzione: il primo è pensato per un utilizzatore attivo, in grado di collaborare, con soccorso vicino; non va scelto contando sul fatto che riporti sempre il viso fuori dall’acqua di una persona non reattiva.

  • Livello 50: da valutare per attività in cui si rimane vicini all’assistenza e si è in grado di nuotare e aiutare il recupero. La libertà di movimento non elimina questo limite d’uso.
  • Livello 100: destinato a situazioni più riparate. Prima di sceglierlo, verifica nelle istruzioni le condizioni previste e considera l’effetto di indumenti e attrezzatura indossati.
  • Livello 150: giubbotto per un impiego generale che comprende condizioni più impegnative e utenti completamente vestiti. Non significa che ogni modello sia adatto a qualsiasi configurazione di abbigliamento.
  • Livello 275: da considerare quando condizioni severe o indumenti pesanti e ingombranti possono rendere meno adatto un livello inferiore. La maggiore spinta comporta anche caratteristiche pratiche da valutare, come ingombro e modalità di gonfiaggio.

Queste descrizioni orientano la lettura dell’etichetta, non assegnano automaticamente un livello a ogni uscita. Un breve spostamento con assistenza immediata e una navigazione in cui il recupero può richiedere tempo pongono problemi diversi; cambiano anche le esigenze fra una persona con abiti leggeri e una con cerata e attrezzatura addosso. Le eventuali prescrizioni applicabili alla propria navigazione sono un controllo distinto dall’idoneità del singolo giubbotto.

La taglia si verifica indossandolo, non leggendo soltanto i chili

Dopo aver individuato la funzione necessaria, cerca l’intervallo di peso e, se indicato, di circonferenza toracica del modello. Una cifra «150» sul davanti non rende un giubbotto per adulti adatto a un bambino: occorre la taglia dichiarata per chi lo userà. Nei modelli per bambini controlla anche le indicazioni specifiche del fabbricante e la presenza e regolazione dei sistemi previsti per evitare che il dispositivo salga sul corpo.

La prova a secco chiarisce ciò che la scheda prodotto non può garantire. Indossa il giubbotto sopra gli abiti con cui prevedi di usarlo, chiudi tutte le fibbie e regola cinghia in vita e sottogamba, se prevista. Muovi braccia e busto; poi verifica che il giubbotto non risalga facilmente verso il mento quando viene sollevato dalle spalle. Se stringendo a sufficienza le cinghie restano troppo lunghe, oppure il dispositivo limita in modo marcato i movimenti necessari a bordo, cerca un’altra taglia o un altro modello. La regolazione corretta segue sempre le istruzioni di quel prodotto.

Il manuale decide i casi che l’etichetta non risolve

Un autogonfiabile va esaminato come sistema completo: leggi se l’attivazione è automatica, manuale o entrambe; controlla le istruzioni relative a bomboletta, meccanismo di attivazione, indicatori e componenti di ricambio. Prima dell’acquisto chiediti anche chi potrà eseguire le verifiche periodiche richieste dal fabbricante e con quale disponibilità di ricambi. Un modello comodo da riporre perde il suo vantaggio se non si è in grado di mantenerlo secondo le istruzioni.

Guarda infine gli accessori senza attribuire loro funzioni che non hanno. Fischietto, luce, paraspruzzi, cinghie sottogamba e attacco per l’imbrago, quando presenti, rispondono a esigenze differenti: la loro presenza non cambia da sola il livello ISO dichiarato. Se devi usare un’imbragatura o collegarti a una linea di sicurezza, verifica espressamente che il modello preveda quell’impiego; non trattare una normale cinghia del giubbotto come punto di aggancio.

Prima di pagare, la sequenza utile è concreta: identifica modello e riferimento normativo, leggi il livello, confronta l’uso previsto con lo scenario di recupero, verifica la taglia indossandolo e controlla sul manuale limiti e manutenzione. Se una di queste informazioni manca, un numero di Newton più alto non colma la lacuna.

Fonti

Foto: MCL Media library, MCL internal media library.

Chiara Mazzacani
Chiara Mazzacani

Chiara ha imparato l’arte della manutenzione e della sicurezza in barca grazie al padre, esperto velista, seguendolo fin da bambina. Specializzata in accessori e soluzioni per la vita di bordo confortevole, ama tradurre la terminologia tecnica in consigli semplici e applicabili per chi si avvicina ora alla nautica da diporto.