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Incrocio tra imbarcazioni: come valutare il rischio di collisione

Giorgio Piacentidi Giorgio Piacenti· 21/10/2026 21:57
Incrocio tra imbarcazioni: come valutare il rischio di collisione

Due barche su rotte incrociate rischiano una collisione soprattutto quando la distanza diminuisce mentre l’altra imbarcazione resta nella stessa direzione rispetto alla propria. È il segnale del rilevamento pressoché costante: se entrambe mantengono rotta e velocità, potrebbero arrivare nello stesso punto nello stesso momento. Per valutarlo servono osservazioni ripetute, non una sola occhiata; se il rischio rimane dubbio, va trattato con prudenza.

Osservare se il rilevamento cambia davvero

Individua l’altra barca e confronta la sua posizione con un riferimento stabile sulla tua imbarcazione, per esempio un montante del parabrezza, oppure usa una bussola da rilevamento se disponibile. Dopo un intervallo adeguato, osserva di nuovo. Se l’unità appare più vicina ma continua a trovarsi nella stessa direzione, considera possibile la collisione. Se invece il suo rilevamento cambia nettamente, è probabile che passi davanti o dietro: resta comunque necessario verificare che la separazione sia sufficiente.

Non basta dire che l’altra barca è «a dritta» o «a sinistra». Conta come evolve la sua posizione nel tempo. Una piccola variazione apparente può essere difficile da distinguere a distanza, con mare mosso o quando la propria prua oscilla. Anche una distanza che sembra ampia può ridursi rapidamente se le velocità di avvicinamento sono elevate. Ripeti quindi il controllo e confronta osservazioni prese mentre la tua barca procede, per quanto possibile, con rotta stabile.

Un riferimento fisso a bordo è utile come primo controllo, ma non dà una misura precisa: una tua accostata modifica il rilevamento anche se l’altra barca non cambia comportamento. Se hai appena manovrato, ricomincia la valutazione sulla nuova rotta. Non interpretare come «via libera» uno spostamento visto durante la virata.

Valutare distanza e punto di passaggio

Il rilevamento da solo non descrive tutto il rischio. Chiediti anche quanto è lontana l’altra unità, quanto rapidamente si avvicina e dove passerà se nessuno cambia rotta o velocità. Per chi dispone di strumenti adatti, il punto di massimo avvicinamento — spesso indicato come CPA — aiuta a stimare la distanza minima prevista. È una previsione basata sui movimenti rilevati, non una garanzia: perde affidabilità se una delle barche accelera, rallenta o accosta.

Valuta il margine di passaggio rispetto alle condizioni concrete. Dimensioni e manovrabilità delle unità, visibilità, traffico, onde, spazio disponibile e possibilità che una barca debba evitare un ostacolo possono rendere inadeguata una separazione che, vista da lontano, sembrava comoda. Se non riesci a stabilire con ragionevole sicurezza che le rotte restino separate, non aspettare di essere molto vicino per decidere.

Osserva inoltre più bersagli, non solo quello che attira per primo l’attenzione. Una manovra pensata per evitare una barca può avvicinarti a un’altra. Prima di modificare la rotta, guarda anche intorno e verifica che ci sia acqua libera nella direzione prevista.

Usare AIS e radar senza perdere il controllo visivo

AIS e radar possono aiutare a seguire l’evoluzione di un incrocio e, quando la funzione è disponibile, a mostrare una stima del CPA. I dati vanno però interpretati: non tutte le unità sono visibili sull’AIS, un bersaglio radar può essere rilevato o tracciato in modo imperfetto e le stime cambiano quando cambiano le rotte. Controlla che il simbolo sullo schermo corrisponda davvero all’imbarcazione che stai osservando.

Usa gli strumenti come complemento a una vigilanza continua, visiva e, quando serve, uditiva. Di notte o con visibilità ridotta è più difficile giudicare a occhio distanza e movimento; anche i riferimenti visivi possono essere ambigui. In queste condizioni evita di basarti su una singola lettura o su una supposizione circa le intenzioni dell’altro comandante.

Quando il rischio non è escluso

Una volta riconosciuto un possibile incrocio pericoloso, occorre valutare tempestivamente la manovra appropriata secondo le regole di precedenza applicabili e la situazione reale. Evita correzioni minime e ripetute che rendano poco chiara la tua intenzione; una manovra efficace deve poter essere riconosciuta dall’altra unità e va seguita da nuove osservazioni per verificare che la distanza aumenti. Non dare per scontato che l’altra barca ti abbia visto o che manterrà rotta e velocità.

Le regole da applicare dipendono anche dal tipo di unità e dalla configurazione dell’incontro: riconoscere un rilevamento costante serve a individuare il pericolo, non a stabilire da solo chi debba manovrare. Il criterio pratico resta distinguere un passaggio apparentemente sicuro da uno ancora incerto, mantenere la vigilanza e lasciare un margine adeguato invece di tentare un incrocio ravvicinato.

Giorgio Piacenti
Giorgio Piacenti

Giorgio ha restaurato diverse storiche barche in legno, maturando esperienza nel trattamento dei materiali e nella scelta degli accessori affidabili. È il punto di riferimento per suggerimenti sulla cura dell’imbarcazione e la prevenzione dei problemi più comuni, condividendo trucchi appresi in anni di lavoro nei cantieri nautici.