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Portacanne per barca: come scegliere posizione e inclinazione

Chiara Mazzacanidi Chiara Mazzacani· 20/10/2026 14:15
Portacanne per barca: come scegliere posizione e inclinazione

La posizione migliore per un portacanne è quella che permette di raggiungere e sfilare la canna senza ostacoli, mantenendo libera la circolazione a bordo. L’inclinazione va scelta in funzione dell’uso: una canna riposta, una usata alla traina e una tenuta pronta per pescare richiedono orientamenti diversi. Prima di praticare fori, conviene provare l’assetto con canna e mulinello montati, simulando anche i movimenti delle persone a bordo.

Dove posizionare i portacanne sulla barca

Parti dalle attività che si svolgono davvero a bordo. Se il portacanne serve soprattutto per riporre l’attrezzatura, cerca un punto protetto in cui le canne non ostacolino il passaggio, l’apertura dei gavoni o l’uso delle sedute. Se invece deve sostenere una canna durante la pesca, conta anche la possibilità di vedere la vetta, raggiungere rapidamente l’impugnatura e lavorare il pesce senza urtare altre canne o elementi della barca.

Controlla l’intero ingombro, non soltanto lo spazio occupato dal supporto. Una canna lunga può interferire con tendalini, tientibene, motore, antenne o altre lenze; il mulinello può sporgere in un passaggio stretto. Sullo specchio di poppa e lungo le murate valuta anche che cosa accade quando si vira, si accosta o qualcuno si sposta verso prua. Lascia liberi gli accessi ai comandi e alle attrezzature che devono restare utilizzabili.

La comodità non deve far trascurare il punto di fissaggio. Una superficie sottile, flessibile o difficile da raggiungere sul lato interno potrebbe non offrire un ancoraggio adatto. Verifica inoltre che dietro la zona scelta non passino cavi, tubazioni o altri impianti. Per un’installazione permanente, soprattutto su vetroresina o parti strutturali, la valutazione del supporto, dei rinforzi e della tenuta va affidata a un tecnico qualificato se non è chiara la costruzione della barca.

Come scegliere l’inclinazione delle canne

Per le canne riposte, un orientamento più verticale spesso riduce l’ingombro sul ponte, ma aumenta quello in altezza. Va quindi verificato con tendalino montato e con la barca nella configurazione abituale. Un portacanne inclinato può allontanare la vetta dalla zona di lavoro, ma può anche farla sporgere oltre la murata o avvicinarla a un’altra canna: l’effetto dipende dalla direzione in cui punta il supporto, non solo dal suo angolo.

Durante la pesca l’inclinazione deve consentire alla lenza di uscire senza sfregare contro bordo, ferramenta o altre attrezzature. Per la traina, considera la direzione di lavoro della canna e le sollecitazioni previste, scegliendo un portacanne dichiarato dal produttore idoneo a quell’impiego. Evita di trattare un semplice supporto da stivaggio come se fosse adatto a sostenere la canna sotto carico.

Conta anche la facilità di estrazione. Prova ad afferrare e sollevare la canna dalla posizione in cui ti troverai realmente, senza sporgerti in modo precario né doverla ruotare contro ostacoli. Se monti più portacanne, orientali considerando l’ingombro di mulinelli e lenze: supporti apparentemente ben distanziati possono diventare scomodi una volta inserite tutte le canne.

La prova a secco prima del montaggio

Appoggia temporaneamente il portacanne nel punto previsto, senza forare, e inserisci la canna che userai più spesso con il relativo mulinello. Controlla altezza della vetta, spazio per le mani e traiettoria necessaria per sfilare la canna. Ripeti la prova con sedute, tendalino e gavoni nelle posizioni d’uso; chiedi a un’altra persona di attraversare il pozzetto mentre osservi eventuali interferenze.

Verifica infine il tipo di montaggio richiesto dal prodotto e l’accessibilità del lato interno per fissaggi e controlli successivi. Le indicazioni del fabbricante su compatibilità e installazione prevalgono sulle valutazioni fatte a occhio. Se il punto scelto non consente un fissaggio adeguato, sposta il portacanne: una posizione leggermente meno comoda è preferibile a un ancoraggio incerto o a un intervento invasivo non valutato.

Chiara Mazzacani
Chiara Mazzacani

Chiara ha imparato l’arte della manutenzione e della sicurezza in barca grazie al padre, esperto velista, seguendolo fin da bambina. Specializzata in accessori e soluzioni per la vita di bordo confortevole, ama tradurre la terminologia tecnica in consigli semplici e applicabili per chi si avvicina ora alla nautica da diporto.