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Cime da ormeggio irrigidite dal sale: come lavarle e asciugarle

Chiara Mazzacanidi Chiara Mazzacani· 30/10/2026 06:00
Cime da ormeggio irrigidite dal sale: come lavarle e asciugarle

Se una cima da ormeggio è diventata rigida dopo l’esposizione agli spruzzi, il primo intervento è sciacquarla a fondo con acqua dolce e lasciarla asciugare completamente, distesa in un luogo ventilato. Il sale può depositarsi tra le fibre e contribuire a renderle meno flessibili, ma il lavaggio non ripara usura, tagli o danni da sfregamento: prima di riutilizzare la cima occorre controllarne le condizioni.

Prima del lavaggio: liberare e controllare la cima

Rimuovi la cima dall’ormeggio solo quando l’imbarcazione è assicurata in altro modo e l’operazione può essere svolta senza lasciare carichi non controllati. Se non sei certo di come mantenere l’ormeggio sicuro durante la rimozione, chiedi assistenza a personale esperto. Non cercare di lavare una cima mentre è in tensione: oltre a essere difficile raggiungere tutte le fibre, manipolarla sotto carico può essere pericoloso.

Una volta libera, falla scorrere tra le mani senza tirare eventuali fili sporgenti. Osserva soprattutto i tratti che lavorano sulle bitte, nei passacavi e nei punti di contatto con la banchina. Sfilacciamenti marcati, zone appiattite, tagli, abrasioni profonde o una rigidità concentrata in un punto non vanno attribuiti automaticamente al sale. Se la cima presenta questi difetti, il lavaggio può pulirla, ma non renderla di nuovo affidabile per l’ormeggio.

Come lavare via il sale senza rovinare le fibre

Inizia con un risciacquo abbondante in acqua dolce, separando le spire per bagnare tutta la lunghezza. Se la cima è molto incrostata, lasciala immersa in acqua dolce e muovila delicatamente per favorire l’uscita del sale dall’intreccio; poi cambia l’acqua e risciacqua ancora. Un getto moderato è più utile di uno molto aggressivo: l’obiettivo è attraversare le fibre con l’acqua, non sollecitarle o spingervi dentro sporco e granelli.

Se sulla cima c’è anche sporco, puoi usare una piccola quantità di detergente delicato adatto ai tessili sintetici, seguendo le indicazioni del produttore della cima quando disponibili. Risciacqua finché non restano residui percepibili. Evita candeggina, solventi e prodotti sgrassanti forti, che possono danneggiare alcuni materiali; evita anche acqua molto calda e trattamenti energici se non sai come è costruita la cima. Per una cima di materiale o finitura particolari, le istruzioni del fabbricante hanno la precedenza su un metodo generico.

Non serve torcere con forza la cima per «strizzare» il sale. Dopo il risciacquo, accompagnala con le mani per far defluire l’acqua e sciogli eventuali spire strette. Se l’acqua che esce è ancora torbida o la cima, da bagnata, trattiene granelli e sporco, ripeti il risciacquo: asciugarla in quelle condizioni fisserebbe nuovamente i depositi nell’intreccio.

Asciugatura: aria, spazio e niente calore diretto

Stendi la cima senza ammassarla, in un punto arieggiato e pulito, sollevato da superfici che possano sporcarla di nuovo. Puoi disporla in spire ampie e distanziate oppure appenderla in modo che l’aria circoli; se è lunga o pesante, distribuisci il peso su più appoggi invece di lasciarlo gravare tutto su un solo tratto. Girala quando necessario per evitare che la parte a contatto con il supporto rimanga umida.

Non riporla appena la superficie sembra asciutta: l’interno dell’intreccio può trattenere acqua più a lungo. Controlla i tratti più spessi e le impiombature prima di avvolgerla. Evita termosifoni, aria calda ravvicinata e altre fonti di calore diretto. Anche un’esposizione al sole non necessaria può accelerare l’invecchiamento di alcuni materiali: per l’asciugatura ordinaria è preferibile un luogo ventilato e ombreggiato.

Dopo il lavaggio: decidere se riutilizzarla

Quando la cima è asciutta, verifica se ha recuperato flessibilità lungo tutta la sua lunghezza. Una certa rigidità residua non dimostra da sola che sia inutilizzabile: dipende anche da materiale, costruzione ed età. Allo stesso modo, una cima tornata morbida non è necessariamente in buone condizioni. Ripeti il controllo visivo e tattile nei punti soggetti a sfregamento, cercando differenze nette di diametro, fibre consumate o tratti che si piegano in modo anomalo.

Se trovi danni evidenti o non riesci a valutare una cima che deve sostenere carichi importanti, non affidarti al lavaggio come soluzione: falla esaminare da un professionista competente o sostituiscila. Per ridurre nuovi accumuli di sale, risciacqua le cime quando possibile dopo esposizioni intense agli spruzzi e riponile solo asciutte, in spire ordinate, lontano da sporco e spigoli abrasivi.

Chiara Mazzacani
Chiara Mazzacani

Chiara ha imparato l’arte della manutenzione e della sicurezza in barca grazie al padre, esperto velista, seguendolo fin da bambina. Specializzata in accessori e soluzioni per la vita di bordo confortevole, ama tradurre la terminologia tecnica in consigli semplici e applicabili per chi si avvicina ora alla nautica da diporto.