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Giornate estive molto calde: come ridurre l’esposizione al sole durante le attività a bordo

Giorgio Piacentidi Giorgio Piacenti· 15/10/2026 17:15
Giornate estive molto calde: come ridurre l’esposizione al sole durante le attività a bordo

È mezzogiorno, la barca è all’ancora e il pozzetto, piacevole al mattino, è ormai in pieno sole. Spostare tutti sotto il tendalino sembra la soluzione più semplice, ma qualcuno deve poter controllare la posizione della barca, raggiungere le cime e muoversi senza inciampare. Nelle giornate estive molto calde, ridurre l’esposizione non significa soltanto montare più ombra: significa scegliere dove stare nelle diverse fasi della giornata, programmare le attività più impegnative e tenere l’acqua facilmente disponibile.

La prima decisione si prende prima di uscire: se l’itinerario è flessibile, conviene evitare che navigazione, ormeggio o lavori sul ponte si concentrino tutti nelle ore più calde. Una volta a bordo, ombra e pause vanno adattate alla barca e alle condizioni, senza ostacolare visuale, passaggi o manovre.

L’ombra utile è quella che lascia lavorare la barca

Un bimini o un tendalino può rendere più vivibile il pozzetto, ma la sua efficacia cambia con l’orientamento della barca e con l’altezza del sole. Prima di considerarlo la zona di sosta per tutti, verificate dove cade davvero l’ombra quando siete seduti e quando siete in piedi. Controllate anche che chi governa conservi la visuale necessaria e che sia possibile raggiungere rapidamente strumenti, cime e dotazioni.

Una copertura provvisoria va fissata ai punti adatti e usata entro i limiti previsti per la barca e per l’accessorio. Il vento può trasformare un telo lasco in un ingombro difficile da gestire; non aspettate una raffica per decidere come ammainarlo. In navigazione, una soluzione comoda all’ancora potrebbe interferire con la visibilità o con le manovre. All’ormeggio, invece, si può spesso organizzare una zona d’ombra più stabile, purché restino liberi i passaggi.

Sottocoperta non equivale automaticamente a stare meglio: su alcune barche gli ambienti chiusi si scaldano e ventilano poco. Valutate la temperatura percepita e il ricambio d’aria, invece di indicare la cabina come rifugio per chiunque. Anche cappello, indumenti leggeri che coprono la pelle e protezione solare aiutano quando occorre stare sul ponte, ma non sostituiscono la possibilità di interrompere l’esposizione diretta.

Distribuire le attività, non soltanto le persone

Preparare l’ancora, riordinare il ponte, fare rifornimento d’acqua o sistemare l’attrezzatura richiede tempo al sole. Se possibile, concentrate questi compiti nelle ore meno calde e lasciate per il centro della giornata le attività che si possono svolgere all’ombra. Il programma deve però restare compatibile con meteo, condizioni del mare, traffico e caratteristiche dell’approdo: anticipare una manovra non è un vantaggio se significa affrontarla in condizioni peggiori.

Durante una sosta, concordate turni semplici per i compiti che obbligano a uscire dalla zona riparata. Chi resta di guardia deve avere ombra quando possibile, acqua a portata di mano e la possibilità di essere sostituito senza lasciare la barca incustodita. Se c’è un solo adulto in grado di condurre o gestire le manovre, il piano deve tenerne conto: non basta prevedere pause che, nella pratica, quella persona non potrà fare.

Con bambini o ospiti poco abituati alla barca, spiegate all’inizio della giornata dove si può stare durante la navigazione e quali zone devono rimanere libere. Così l’ombra non diventa un motivo per affollare il pozzetto proprio mentre serve spazio per operare.

Acqua accessibile, senza aspettare la prossima sosta

Una scorta d’acqua chiusa in un gavone difficilmente viene usata con regolarità. Prima di partire, separate una parte delle bottiglie o delle borracce per il consumo durante la navigazione e sistematele dove siano raggiungibili senza intralciare i movimenti. Tenete una riserva distinta, considerando durata dell’uscita, numero di persone e possibilità reali di rifornimento. Per tratte più lunghe o con margini ridotti, la quantità da imbarcare va pianificata con maggiore attenzione.

Stabilite momenti in cui fermarsi a bere, per esempio dopo una manovra o durante il cambio di turno, senza trasformarli in una misura rigida uguale per tutti. Le esigenze individuali possono variare; chi ha indicazioni mediche specifiche sull’assunzione di liquidi deve attenersi a quelle, non a una regola generica per la giornata in barca. Se una persona non si sente bene, fatela uscire dall’esposizione diretta e valutate l’assistenza sanitaria appropriata: un articolo sull’organizzazione di bordo non può stabilire la causa dei sintomi.

Un controllo prima della partenza e uno quando cambia il piano

Una verifica rapida evita di scoprire troppo tardi che il tendalino non si può usare durante la tratta prevista o che l’acqua è stata riposta sotto tutta l’attrezzatura. Prima di mollare gli ormeggi, individuate la zona d’ombra utilizzabile in navigazione e quella disponibile durante la sosta; provate ad aprire e richiudere eventuali coperture e controllate dove si trovano acqua e protezioni personali.

  • In navigazione: privilegiate una copertura che non limiti visuale, accesso ai comandi e circolazione a bordo.
  • All’ancora o all’ormeggio: rivalutate l’ombra quando la barca ruota o il sole cambia posizione; una seduta riparata al mattino può non esserlo più dopo pranzo.
  • Durante manovre e lavori sul ponte: preparate prima ciò che serve, riducendo il tempo trascorso inutilmente al sole, e prevedete una pausa quando il compito è concluso.

Se vento, rotta o durata dell’uscita cambiano, rifate il controllo. Un telo da togliere, una sosta che si allunga o un rientro più lento possono modificare insieme ombra disponibile e consumo d’acqua. Il programma più utile è quello che si riesce ad aggiornare mentre la giornata procede.

Foto: MCL Media library, MCL internal media library.

Giorgio Piacenti
Giorgio Piacenti

Giorgio ha restaurato diverse storiche barche in legno, maturando esperienza nel trattamento dei materiali e nella scelta degli accessori affidabili. È il punto di riferimento per suggerimenti sulla cura dell’imbarcazione e la prevenzione dei problemi più comuni, condividendo trucchi appresi in anni di lavoro nei cantieri nautici.