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Prima dell'ormeggio: come evitare di preparare le cime all'ultimo minuto

Giorgio Piacentidi Giorgio Piacenti· 07/11/2026 17:19
Prima dell'ormeggio: come evitare di preparare le cime all'ultimo minuto

Prima dell'ormeggio: come evitare di preparare le cime all'ultimo minuto

Le cime vanno preparate quando la barca è ancora in una fase di navigazione tranquilla, non mentre ci si avvicina al posto d'ormeggio. La condizione principale è sapere dove e come si intende accostare: questa informazione permette di scegliere le cime utili, disporle senza intralci e assegnare i compiti prima che l'equipaggio debba concentrarsi sull'avvicinamento.

Chiarire il posto e i ruoli prima di prendere le cime

Prima di sistemare l'attrezzatura, chi conduce la barca dovrebbe chiarire all'equipaggio quale posto si prevede di occupare, quale lato sarà vicino alla banchina e quali indicazioni sono state ricevute dal personale del porto, se presente. Se la disposizione del posto non è ancora chiara, è meglio evitare di preparare tutto sulla base di un'ipotesi: si possono individuare le cime disponibili e tenerle pronte, rimandando la loro collocazione definitiva a quando il quadro è confermato.

Un breve accordo sui ruoli evita che più persone si spostino contemporaneamente sullo stesso passavanti. È utile stabilire chi si occupa delle cime, chi comunica con il conducente e chi resta libero da incarichi. Le istruzioni dovrebbero essere semplici e comprensibili anche a chi ha poca esperienza: indicare una cima o un lato della barca è più efficace che dare per scontata la conoscenza dei termini di bordo.

La preparazione non deve togliere attenzione alla navigazione. Il conducente resta concentrato sulla barca e sull'ambiente circostante; gli altri si muovono solo quando possono farlo in sicurezza. Se le condizioni richiedono tutta l'attenzione dell'equipaggio, si dà priorità al controllo della situazione e si completa la preparazione quando è possibile farlo senza fretta.

Preparare le cime senza creare intralci

Le cime destinate all'ormeggio devono essere riconoscibili, libere da nodi accidentali e disposte in modo da poter essere usate senza doverle recuperare da un gavone all'ultimo momento. Prima di posizionarle, conviene controllare che siano in condizioni adeguate, che la loro lunghezza sia adatta all'impiego previsto e che non siano confuse con altre linee presenti in coperta. Una cima apparentemente pronta, ma passata sotto un oggetto o intrecciata con un'altra, può diventare inutilizzabile proprio quando serve.

La disposizione conta quanto la disponibilità: le cime non dovrebbero attraversare zone di passaggio, finire in acqua o trovarsi dove potrebbero interferire con attrezzature e persone. Vanno tenute ordinate e sotto controllo, senza avvolgerle attorno alle mani o al corpo. Anche i parabordi, se necessari per quel lato e per quel posto, meritano una verifica anticipata: scoprirne l'assenza durante l'avvicinamento costringe l'equipaggio a dividersi fra più compiti urgenti.

Chi è incaricato delle cime deve sapere quali sono quelle da usare per prime e attendere indicazioni prima di agire. Prepararle in anticipo non significa lanciarle o tentare di raggiungere la banchina a ogni costo. Se il posto risulta diverso da quello atteso, l'equipaggio può riorganizzare l'attrezzatura quando la barca è in una condizione che consente di farlo con calma, anziché improvvisare gesti affrettati.

Fare un controllo finale prima dell'avvicinamento

Un controllo breve, fatto quando c'è ancora margine per correggere un errore, riduce le sorprese: lato d'ormeggio confermato, cime individuate e senza intralci, parabordi predisposti se servono, persone ai rispettivi compiti. È anche il momento di verificare che i passaggi siano liberi e che nessuno debba cercare materiale mentre la barca si avvicina al posto.

Se manca una cima adatta, un'attrezzatura non è in ordine o l'equipaggio non ha capito le istruzioni, non conviene trattare il problema come un dettaglio da risolvere negli ultimi metri. Segnalarlo subito a chi conduce permette di valutare come procedere. La preparazione è riuscita quando, durante l'avvicinamento, ciascuno sa cosa fare e può farlo senza spostamenti inutili né decisioni prese di corsa.

Giorgio Piacenti
Giorgio Piacenti

Giorgio ha restaurato diverse storiche barche in legno, maturando esperienza nel trattamento dei materiali e nella scelta degli accessori affidabili. È il punto di riferimento per suggerimenti sulla cura dell’imbarcazione e la prevenzione dei problemi più comuni, condividendo trucchi appresi in anni di lavoro nei cantieri nautici.