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Tendalino nautico dopo un temporale: come asciugarlo prima di chiuderlo

Massimo Narduzzidi Massimo Narduzzi· 01/11/2026 09:36
Tendalino nautico dopo un temporale: come asciugarlo prima di chiuderlo

Dopo un temporale, il tendalino nautico va chiuso e riposto solo quando il telo è asciutto anche nei punti che si piegano e attorno alle cuciture. Prima di occuparsene, però, aspetta che le condizioni siano stabili: con vento, ondeggiamento o fulmini nelle vicinanze non vale la pena intervenire sul tendalino. Se devi chiuderlo ancora umido per mettere in sicurezza la barca, considerala una sistemazione provvisoria e riaprilo per asciugarlo appena possibile.

Prima di asciugare, controlla dove si è fermata l’acqua

Quando le condizioni permettono di avvicinarsi senza esporsi a rischi, osserva il tendalino prima di piegarlo. Cerca eventuali sacche d’acqua sul telo e verifica se gocciola dalle cuciture, dalle tasche delle stecche o dai bordi. Una superficie che sembra asciutta al centro può essere ancora bagnata nelle zone sovrapposte o a contatto con la struttura.

Se c’è acqua raccolta, evita di farla ricadere all’interno della barca o su apparecchiature e imbottiture. Rimuovila con delicatezza, senza strattonare il telo o forzare stecche e attacchi: il peso dell’acqua può avere già messo in tensione la struttura. Se noti supporti deformati, fissaggi allentati o parti che non si muovono normalmente, non tentare di raddrizzarli o smontarli sul posto; fai valutare il problema a un tecnico qualificato.

Come favorire l’asciugatura del telo

Lascia il tendalino aperto e ben disteso, se il meteo e l’ormeggio lo consentono, così che l’aria raggiunga entrambe le facce. Con un panno pulito e assorbente puoi tamponare le gocce più evidenti, in particolare lungo bordi, giunzioni e punti in cui il telo tocca i tubi. Tamponare è preferibile a strofinare energicamente, che può spostare lo sporco sul tessuto o sollecitare cuciture e trattamenti superficiali.

Controlla anche le parti meno visibili: la faccia inferiore, le eventuali falde ripiegate e le cinghie. Se una zona rimane umida perché aderisce a un’altra, separa i lembi senza tirare le cuciture e lasciali esposti all’aria. Evita di usare fonti di calore ravvicinate per accelerare il lavoro: un’asciugatura graduale riduce il rischio di danneggiare tessuto, finestre trasparenti o componenti plastici, se presenti.

Sole e brezza possono aiutare, ma non sono una prova che il tendalino sia pronto da riporre. Passa una mano pulita nei punti che finiranno all’interno della piega e verifica che non restino gocce o una sensazione di umido. Ripeti il controllo su cinghie e custodia: infilare un telo asciutto in una sacca bagnata vanifica l’asciugatura.

Quando chiuderlo e cosa fare se non puoi aspettare

Chiudi il tendalino quando telo, pieghe, cinghie e custodia sono asciutti. Durante la chiusura procedi con calma, senza comprimere con forza zone ancora dubbie: l’umidità trattenuta tra gli strati può favorire odori e macchie. Se trovi fango o residui portati dalla pioggia, rimuovi prima quelli che potrebbero restare intrappolati nella piega, seguendo le indicazioni di pulizia del produttore del tessuto.

Se devi lasciare la barca e non puoi attendere l’asciugatura, non lasciare il tendalino aperto solo per farlo seccare quando le condizioni non lo permettono. Chiudilo secondo le istruzioni del suo sistema, senza forzare componenti bloccati, e segnati di riaprirlo alla prima occasione sicura. Una volta riaperto, distendi il telo, asciuga anche la custodia e verifica se sono comparsi odore persistente, aloni o punti che restano umidi più a lungo: possono indicare acqua trattenuta nelle pieghe o una zona da controllare meglio.

Massimo Narduzzi
Massimo Narduzzi

Massimo ha trascorso metà della propria vita tra barche a vela e motoscafi, lavorando come montatore di attrezzature nautiche e successivamente come consulente per chi vuole allestire la propria imbarcazione. Sempre attento ai dettagli tecnici, condivide consigli pratici su manutenzione, materiali e sicurezza di bordo rivolgendosi sia ai neofiti che agli appassionati.